Galileo Chini

Tela con autoritratto di Galileo Chini

Anno di nascita: 
1873
Anno di morte: 
1956

 

Nato a Firenze il 2 dicembre 1873, fin da bambino venne attratto dall'arte.
Un giorno, al ritorno dalla scuola, si fermò incuriosito a osservare il pittore Telemaco Signorini che stava dipingendo con il suo cavalletto in Piazza del Mercato Vecchio a Firenze.
Galileo Chini frequentò la Scuola d’Arte di Santa Croce, a Firenze, dove seguì con brillanti risultati i corsi di decorazione, mettendo in pratica, al fianco dello zio paterno Dario, ciò che stava imparando nel restauro e nella decorazione parietale. Cominciò presto a lavorare anche nella fabbrica di prodotti chimici Pegna.
Nel 1896 fondò a Firenze la manifattura “Arte della Ceramica”, cercando di rilevare un’antica fabbrica di ceramica fiorentina, con Vittorio Giunti, Giovanni Vannuzzi e Giovanni Montelatici, come lui sensibili ai problemi dell’arte decorativa. L’idea era nata al “Caffè Nacci” in piazza Beccaria a Firenze.
Le ceramiche della manifattura di Galileo Chini e dei suoi amici ebbero un crescente successo, emergendo nelle piazze europee e anche negli Stati Uniti, dove vennero molto richieste e furono esposte da Tiffany a New York. Galileo Chini alternò l’attività di decoratore a quella di restauratore dirigendo l’impresa dello zio e impiegando le ceramiche smaltate come elemento ornamentale negli interni e negli esterni di palazzi e negozi. Un esempio magistrale è il caffè Margherita a Viareggio, ma anche molti altri edifici, posti in Viale Regina Margherita, che nel loro insieme formano la scenografia della Passeggiata di Viareggio. Sono moltissimi in questa città gli apparati decorativi composti da piastrelle di rivestimento che si possono ancora oggi osservare sui prospetti di numerosi palazzi e ville.
Partecipò alle più prestigiose esposizioni, sia in Italia sia all’estero. Lavorò alla decorazione e al restauro di pitture nella chiesa di Santa Maria Maggiore a Firenze, si impegnò anche negli affreschi dell’Hotel Cavour sempre a Firenze e decorò il Grand Hotel La Pace a Montecatini. Produsse inoltre mosaici per Palazzo Pathé di via Settembrini a Milano.
Dal 1901 al 1910 si guadagnò il ruolo di decoratore più apprezzato e ottenne importanti commissioni che lo portarono a lavorare per una committenza illuminata. Nell’anno 1910 Rama V, re del Siam, che aveva apprezzato i suoi lavori alla Biennale di Venezia del 1907 durante il suo secondo viaggio in Europa, lo invitò a lavorare al palazzo reale di Bangkok. Il re dichiarò di aver finalmente trovato il pittore all’altezza del compito di decorare il Phra ti Nam, dopo aver visto la “Sala del Sogno”. L’artista accettò la prestigiosa commissione e si recò in Siam come pittore e decoratore, cogliendo e apprendendo l’essenza delle origini orientaleggianti dell’Art Nouveau.
Si dedicò all’arte della ceramica, intervenendo nella decorazione di facciate in molti edifici e impreziosendo l’arredamento di interni con arredi, vasellame e decorazioni. Come pittore raffigurò nature morte, rappresentò bellissimi paesaggi della Versilia e dipinse numerosi ritratti. Morì a Firenze il 23 agosto del 1956.
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